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4 APRILE 2009
Mercati rionali: Patrimonio di storia, vera risorsa economica.


Parlare, scrivere dei mercati di Roma per un appassionato di arte e storia porta lontano. Dimentico per un attimo la professione, sono da oltre trent’ anni un professionista del commercio, e rivivo con piacere le sensazioni e i ricordi di un bambino che con i nonni girava curioso e felice tra i banchi. Mi rivedo poi, giovane appassionato di fotografia mentre con uno scatto cercavo di conservare colori, profumi, voci ed emozioni che solo questa forma di commercio era in grado di dare. Ancora oggi. Oggi, infatti, è in grado di dare nonostante la fatica che il mercato, e i suoi protagonisti, devono fare ogni giorno per difendere un’arte, quella mercatoria, che vuole ancora essere al servizio del cittadino, nonostante concorrenti, leciti o no, norme, crisi economiche e sociali. Il mercato è diverso da altre forme di commercio. E’ quasi un regalo che il cliente si concede – una vera scelta di libertà - dove l’acquisto dei prodotti è solo uno degli aspetti di questa piccola avventura urbana che ci si può concedere senza rischi e costi. Ho curato la realizzazione del libro: Roma, Casa e Bottega" per creare un invito a scoprire tutti i mercati di Roma per vedere tessera, dopo tessera un fantasmagorico mosaico che prende forma sotto i nostri occhi. Non solo, allieta tutti i nostri sensi e soprattutto ci riporta alla naturalità del rapporto con la città. Ci scalda un poco il cuore se con la signora dei broccoletti parliamo della gelata notturna che li ha segnati o se con il macellaio indugiamo un po’ di più a scegliere la parte migliore del taglio. Nella pubblicazioneTanti aspetti, tanti episodi, mille volti dietro e davanti al banco rivivono e soprattutto vivono e testimoniano la vitalità di un modo unico di portare le merci al cliente finale. La storia dei mercati di Roma nasce con Roma! La posizione della nuova città era naturalmente dedicata agli scambi. La città cresceva e i mercati si ingrandivano e si moltiplicavano. Le merci, attraverso il porto di Ostia, arrivavano da ogni dove. Merci e persone e con il commercio arrivano a Roma usi, mode e tradizioni dai più lontani angoli dell’impero. Una testimonianza forte e toccante di queste attività mercantili la ritroviamo nella necropoli di Porto dove marinai e bottegai di ogni parte rinnovandoci il loro antico e sempre nuovo mestiere di scambiare le merci e le idee, riposano fianco a fianco. Con la caduta dell’ impero il commercio e i mercati proseguirono in nuove vie e nuovo piazze. Editti del ‘500 e del ‘600 ricordano ancora oggi l’importanza dei mercati e la necessità che le condizioni igieniche fossero garantite per le merci e per gli abitanti dei luoghi dove il mercato si svolgeva. Il commercio, i mercati, sono un filo rosso della storia, quella di tutti, che continua e si rinnova a dispetto di guerre, sconvolgimenti politici e sociali. Ininterrottamente i mercati hanno dialogato con i clienti, ininterrottamente hanno svolto la loro funzione primaria di approvvigionare la città. Ma è stata anche ininterrotta la funzione sociale: spesso il mercato era l’unico e vero momento di svago e socializzazione per molte persone. Tra il 1800 e i primi del ‘900 il commercio a Roma ha iniziato ad avere piccole razionalizzazioni. I mercati del pesce, per secoli al portico di Ottavia ed al Pantheon, in seguito alla nuova sensibilità sul “decoro” dei monumenti, vengono spostati. Il mercato del Pantheon per primo si trasferisce, nel 1821, a via delle Coppelle (mercato attivo ancora oggi) e dopo il 1870 anche quello del Portico fu trasferito a Piazza San Teodoro. Qui, grazie al progetto di Gioacchino Ersoch, vennero previste una serie di attrezzature per migliorare il lavoro dei commercianti, la visita dei clienti e le condizioni igienico - sanitarie del prodotto e della zona. A lui, architetto e ingegnere, svizzero di nascita, dirigente della divisione "Edilità e Architettura" del comune di Roma, si deve anche il progetto del mattatoio di Testaccio, in quel momento all’ avanguardia in Europa, e, insieme al geniale Padre Embriaco, del singolare orologio ad acqua autoregolante nella Passeggiata del Pincio. Tutto questo era assolutamente in linea con una città di 400.000 abitanti. Alla chiusura di Testaccio, cento anni dopo, Roma contava più di 3 milioni di residenti. Alla fine dell’ottocento la frutta e verdura furono ospitate a viale Manzoni, in quel mercato delle Erbe che chiuderà per trasferirsi con le altre merceologie nei nuovi, e per allora era il 1922 futuristici, mercati di via Ostiense. Il resto lo conoscete nel 2002 il trasferimento al CAR di Guidonia, dall’ Ostiense, di ortofrutta e pesce, e oggi le nuove idee per la ristrutturazione dei mercati coperti. Il settore carni e il mercato dei fiori sono in attesa di nuova sistemazione. Forse prima tempo e mercati, cliente e desideri correvano alla stessa velocità. Oggi dobbiamo mettere in campo altre abilità, altre capacità di interpretare il mercato. L’appassionato di arte e storia deve lasciare il posto al professionista che da anni studia il commercio e i mercati di Roma. Lasciamo i mercati quale cuore pulsante della città, vero luogo dove le relazioni superano gli affari, il business, per entrare meglio nel tema del futuro del settore. Il libro che avete in mano racchiude l’anima dei mercati di oggi. Il nostro intento è trasmettere e rendere godibili dalle future generazioni questo patrimonio sociale, commerciale ed economico della nostra città. La funzione del mercato deve rinnovarsi per accompagnare la crescita dei clienti, anche attraverso una nuova visione delle singole attività, che consenta la rinuncia all’ individualismo, quando inutile, a vantaggio di nuovi concetti di vendita. Questo consentirà di armonizzare le vendite liberando risorse preziose. Freschezza, tipicità, genuinità e vicinanza sono le caratteristiche insostituibili dei mercati. Oggi che molte forme di commercio, cosiddetto moderno, sono in crisi si apre un nuovo spazio per il rinnovamento di questa storica forma di scambio. Abbiamo, stiamo vedendo, l’esperienza dei “mercati complessi” ovvero quelle ristrutturazioni dei vecchi mercati coperti per adeguarli al futuro. Lo studioso del fenomeno sicuramente può dire che qualcosa si è mosso negli ultimi anni. Molto, nei nuovi mercati, è stato fatto per migliorare le condizioni igieniche del settore. Qualcosa è migliorato anche nella qualità delle attività degli operatori e in questo ci piace ricordare il lavoro continuo e positivo che CORIDE, il più vecchio Consorzio degli operatori, ha svolto e svolge con competenza e vicinanza al settore. È dal 1930, infatti, che accompagna le vicende dei mercati con l’ assistenza attenta e continua rispetto a tutti i temi dal singolo banco ai più articolati rifacimenti. Non dimentichiamo anche i sindacati di categoria, UPVAD- FIVA (Confcommercio), APVAD e APRE (Confesercenti), che hanno seguito gli operatori costantemente. Il percorso di crescita è già iniziato e riteniamo corretto che con il rifacimento delle strutture immobiliari e dei plateatici si rinnovi e si trasmetta e si rafforzi il patrimonio di conoscenze tecniche, professionali e mercantili del settore. Accanto a queste competenze ve ne sono altre – insostituibili – che rappresentano la vera differenziazione del mercato: è il marketing in senso assoluto! Questa è la straordinaria capacità che gli operatori hanno avuto di andare verso il cliente e di interpretare ed anticipare i suoi bisogni ed i suoi desideri. Se non è marketing questo … Vorremo che alle competenze tecniche straordinarie di un nuovo Ersoch si unissero visione e capacità di traguardare lo sviluppo del settore attraverso il gioco continuo tra soddisfacimento di bisogni primari ( mangiare, vestire, curare la casa a un prezzo giusto) e desideri ( mi regalo un’ ora di libertà, incontro le persone, vivo la città o il mio quartiere) perché il mercato continui ad essere diverso e unico. Oggi riteniamo questo sia possibile, grazie alla rinnovata guida politica del commercio e alla più generale voglia di rinnovamento e crescita della città. Nei nuovi mercati le merci si devono unire ad attività artigianali, a spazi per il tempo libero a forme di ristorazione o somministrazione che sposino la genuinità e la tipicità dei prodotti venduti. Le stagioni che si susseguono, i profumi, i colori, i suoni, il chiacchierio continuo di clienti e dei venditori deve suonare come una sinfonia piena di gioia e vita. Il tecnico ritorna appassionato e Vi invita a scorrere e a gustare queste pagine che seguono nelle quali abbiamo distillato lo spirito dei mercati di Roma. La mente di ognuno sia la barrique dove il nostro lavoro si conserva, e si arricchisce, per essere usato ogni volta che Vi avvicinerete da clienti o da professionisti ai MERCATI di ROMA.


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